Nella serata di martedì 24 giugno, in Sala Caironi e davanti a un folto pubblico, Raul Montanari (Bergamo, 1959), scrittore, traduttore, saggista e insegnante di scrittura creativa, considerato uno dei principali autori del noir italiano, ha presentato il libro “L’amore non è un arrocco”, il suo penultimo lavoro, accompagnato nel dialogo dalla giornalista e scrittrice Sara Magnoli.
L’accoglienza in Famiglia è stata degna di un grande scacchista: all’esterno di Villa Jucker un’imponente scacchiera con pezzi giganti era stata allestita nel giardino, mentre all’interno della Sala Caironi eleganti scacchiere e orologi da torneo contribuivano a creare un’atmosfera perfettamente in tema con la serata.
Lo scrittore ha esordito raccontando quella che è stata la sua breve esperienza da scacchista in età adolescenziale. Ha ricordato con piacere il secondo posto conquistato, a soli quindici anni, in un Campionato Italiano a squadre.
Una carriera scacchistica, però, presto accantonata per quella che lui stesso definisce una mancanza di talento, confermata – racconta con ironia – dal presidente del circolo dell’epoca, che senza mezzi termini gli disse che non sarebbe mai diventato un grande giocatore.
Noi, del resto, non abbiamo avuto modo di metterlo davvero alla prova, nonostante qualche tentativo di farlo accomodare davanti alla scacchiera.
Da quel momento Montanari ha scelto di inseguire il proprio vero talento, dando valore alle sue capacità. Ha frequentato il liceo classico, si è laureato in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Milano e ha successivamente approfondito gli studi in Scienze della Comunicazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Oggi vive e lavora a Milano, dove dal 1999 dirige una nota scuola di scrittura creativa.
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato quello dell’intelligenza. Non al singolare, ma al plurale: per Montanari esistono infatti tante forme di intelligenza quanti sono i problemi da risolvere e le opportunità che ogni essere vivente incontra nel proprio percorso.
Nel suo libro scrive che l’intelligenza, per diventare visibile e incidere realmente nelle nostre vite, ha bisogno di qualcosa che la metta in moto, e quel qualcosa è sempre un interesse, termine sotto il quale si nascondono emozione, curiosità, passione. Amore.
«Senza il carburante dell’interesse, l’intelligenza è come una Ferrari con il serbatoio vuoto.»
Ricorda inoltre di aver imparato dagli scacchi una lezione fondamentale: la prudenza. Prudenza nel giudicare l’intelligenza degli altri rispetto alla propria e nel comprendere quanto essa riesca davvero a esprimersi nella vita quotidiana.
Si parla naturalmente anche di amore, del motivo che lo ha spinto a riportare questa parola nel titolo di un libro, L’amore non è un arrocco, e di come, al contrario, anche la parola “morte” eserciti un forte richiamo, come dimostra il titolo del suo ultimo romanzo, I morti hanno sempre ragione.
Per oltre un’ora e mezza Raul Montanari ha saputo intrattenere e affascinare il pubblico della Sala Caironi con la sua capacità di parlare con leggerezza e profondità di intelligenza, amore, passione, delusioni e obiettivi da raggiungere.
Una serata intensa, ricca di spunti di riflessione, che ha saputo unire il fascino della letteratura a quello del gioco degli scacchi.
Un caro saluto a tutti i lettori… e appuntamento alla prossima mossa!
Denis Soncin






